LA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI ÈESSENZIALE PER UNA CORSA SANA E PERFORMANTE..
La definizione degli obiettivi o “ Goal Setting” è una delle tecniche maggiormente utilizzate
nella psicologia applicata allo sport. È stato dimostrato come essa possa influenzare le
prestazioni ed è, inoltre, collegata a cambiamenti positivi in importanti stati psicologici come
l’ansia, la fiducia e la motivazione.
In particolare, questa strategia si rivela particolarmente adatta anche per il running
amatoriale, una disciplina in costante crescita che oggi attira sempre più persone. Che sia
per migliorare la salute, mettersi alla prova o semplicemente per il piacere di correre, la
corsa non è solo un’attività sportiva accessibile, ma anche un vero e proprio strumento di
benessere psicofisico. Per ottenere risultati soddisfacenti e mantenere alta la motivazione,
però, è fondamentale definire obiettivi chiari e strutturati. In questo contesto, il goal setting
gioca un ruolo cruciale nel migliorare la performance, sia che si tratti di completare una
prima 5K o per battere il proprio record nella mezza maratona.
Per maggiore chiarezza: il goal setting è una tecnica psicologica che viene utilizzata per
incrementare la motivazione, orientare le energie e organizzare l’allenamento verso
traguardi concreti. Seguendo la teoria classica di Locke e Latham, gli obiettivi per definirli
efficaci devono essere:
● Specifici
● Misurabili
● Raggiungibili
● Rilevanti
● Temporizzati
Questa metodologia, spesso sintetizzata con l’acronimo SMART, è largamente impiegata sia
in ambito lavorativo che sportivo. In particolare, nel running amatoriale, i giusti
obiettivi aiutano gli atleti ad evitare la dispersione delle energie e favoriscono una crescita
progressiva e sostenibile. Questo perché spesso gli amatori spesso oscillano tra fasi di
entusiasmo e momenti di demotivazione: fissare obiettivi adeguati permette di creare un
percorso chiaro, riducendo il rischio di infortuni dovuti a carichi sbilanciati o allenamenti
improvvisati.
Nello specifico, gli obiettivi adeguati per un runner amatoriale sono:
- Obiettivi di processo: si focalizzano sulle azioni e sui comportamenti da adottare
(es. rispettare il piano di allenamento settimanale, curare l’alimentazione, migliorare
la tecnica di corsa). - Obiettivi di prestazione: riguardano il miglioramento personale indipendentemente
dagli altri (es. correre i 10 km sotto i 50 minuti). - Obiettivi di risultato: fissati in relazione a un evento o a una gara (es. arrivare nella
top 10 della propria categoria in una gara locale).
Come impostare obiettivi efficaci?
● Fare corretta analisi del punto di partenza: valutare il proprio livello attuale è
fondamentale per evitare obiettivi irrealistici.
● Stabilire una progressione graduale: obiettivi troppo ambiziosi portano a frustrazione
o a overtraining. È preferibile suddividere il percorso in step intermedi.
● Personalizzare: ogni runner ha esigenze, tempi e motivazioni diverse. Copiare i
programmi di altri può essere controproducente.
● Fare un monitoraggio costante: tenere traccia dei progressi permette di aggiustare il
tiro e riconoscere i miglioramenti.
Inoltre, per fare una corretta scelta degli obiettivi sarà anche fondamentale prestare
massima attenzione al rischio di un goal setting “non sano” (presunto o esasperato): quando
il focus è eccessivo sugli obiettivi di risultato esso diventa ossessivo, il running perde la sua
dimensione di piacere e benessere. In questo caso il rischio è che il runner inizi a vivere la
corsa con stress e ansia da prestazione. Per tali motivi è importante bilanciare gli obiettivi di
risultato con gli obiettivi di processo e mantenere una visione globale dell’attività sportiva.
Per concludere possiamo affermare, senza timore di smentita, che anche nel running
amatoriale il goal setting rappresenta uno strumento potente e utile per migliorare la
performance e mantenere alta la motivazione. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che la
chiave del processo sta principalmente nella personalizzazione (tutto è soggettivo), nella
gradualità e nella capacità di vivere la corsa non solo come performance, ma anche come
momento di piacere e scoperta di sé.
G.Daniele – Psicologo

