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100 km di amore e di passione

Di Cinzia Donnola
100 km di amore e di passione - Run & Smile Runner

“Un sogno… chissà…”. Un sogno nasce da un’idea, ma solo con passione diventa realtà!!!

Un sogno cominciato due anni fa mentre seguivo la diretta dell’arrivo del grande ed indiscusso Re del Passatore Giorgio Calcaterra. Il 24 dicembre… mi faccio il regalo di Natale, accoppiata 50 di Romagna e Passatore, ma già nel frattempo mi ero iscritta alla Maratona di San Valentino, alla 58 del Trasimeno e alla Maratona di Milano in quanto volevo onorarla per ringraziare di avermi scelta come Ambassador. Lo dico al mio coach e mi fa “Pazzaaa!!! Troppe!”. Io che avevo fatto qualche sporadica maratona spalmata nel corso di un anno, mi ero fatta un programmino che a pensarci…  (tanta…). Beh, mi sono e gli ho detto “Step by Step” fino a Faenza… ne ragioniamo una per volta senza andare a cercare tempi, ma solo mettendo km e resistenza nelle gambe e nella testa. Fatta la 50 di Romagna… resta ancora un mese, ci vuole un altro lungo da fare e così… andiamo a provare la modalità criceto alla 6 Ore del Donatore che riesco a finire divertendomi come non mai con 54 km.

Tutti gli obiettivi intermedi, mi avevano distolto l’attenzione dall’obiettivo finale, ma ora… cominciava a salire l’adrenalina. Giovedì non c’ero con la testa, venerdì da sola a casa… mi cominciano a scendere lacrime di emozione… mando un messaggio al mio amico… “chiamami… ho bisogno di parlare!!!”. Riesce a darmi tranquillità e sicurezza, su come gestire il cambio, è bastato un “Qualsiasi cosa deciderai, sarà quella giusta”. E così è stato.

Il meteo che sembrava fino a qualche giorno prima essere veramente pessimo alla fine ci ha graziato alla grande a parte un breve acquazzone con tanto di meraviglioso arcobaleno ed uno un po’ più consistente nella notte.

Un amico mi aveva detto se volevamo correre insieme, ma… la lupacchiotta solitaria ha voluto seguire solo il suo cuore e le sue gambe, senza dare o avere condizionamenti.

Partiamo da Firenze con un caldo a cui non siamo abituati, umidità a mille, tremavo lì nel parterre appena dietro i top, l’emozione era palpabile. Countdown, sparo, via si parte. Ora disconnettere il cervello da tutto e godersi il viaggio. Il caldo, l’umidità mi hanno fatto indurire i polpacci, un po’ di crampi e poi una “cara” ragazza nel centro di Borgo San Lorenzo pensa bene di bloccarsi di punto in bianco davanti a me e quasi mi fa cadere… fitta ai polpacci!!! Caxxo… mi appoggio al muro, provo a distenderli un po’, ok, posso continuare… fortuna le mani d’oro di Rabbie dopo è riuscito ad allentare un po’ la tensione. Fino alla Colla ho corso per tanti km con diversi amici, ritrovando sulla salita anche la fantastica ragazza del mio bellissimo arrivo alla 50 di Romagna. Ci perdiamo di vista dopo il cambio… ci ho messo un po’ per trovare la mia borsa e cambiarmi, un sorso di brodo e riparto per la discesa. Cammino qualche decina di metri per ritrovare una postura di corsa, per riscaldarmi un po’ e poi si va. Ora comincia il mio Passatore. Le paure del sonno o di correre nella notte, piano piano svaniscono… lasciano il posto alle emozioni con tutti i sensi… ascoltare il rumore dell’acqua, il canto degli uccellini, il gracidare delle rane, la pioggia, i tanti volontari ai ristori (tra di loro anche moltissimi bambini), tutti i bambini con le loro manine tese a chiederti il cinque, tutti gli abitanti nei vari paesi svegli fuori nel cuore della notte per vederti passare, applaudirti ed incitarti, le lucciole nei campi  vicino a Faenza, i profumi, vedere il cielo farsi rosa prima dell’alba. Mi sono mancate la luna e le stelle, le nuvole ne hanno impedito la vista… ma comunque c’erano nel mio cuore e nella mia testa. Non avevo riferimenti… mi ero fatta prestare un Garmin da un amico per tracciare tutto il percorso, ma mi ha perso i satelliti per oltre 42 km, non avevo la distanza e nemmeno il passo a km… avevo detto di voler correre a sensazione e così è stato.

Arriva il ristoro del 75° circa mi siedo un attimo… non sono in crisi, ma devo gestire un gran dolore ai muscoli dell’interno coscia, mi ristoro, faccio un po’ di stretching e poi riparto. Mi rendo conto di trovare più benessere nel correre un po’ più veloce che troppo piano e così vado per diversi km. Arrivo al ristoro dell’80°… prendo qualcosa, manca ancora una mezza, la distanza che a me piace veramente molto. Ritrovo una bella carica, corro bene e sciolta, tanto che alcuni ragazzi a bordo strada forse a Brisighella, o al paese prima, fanno “Caxxo che passo!!! Guarda questa ancora come corre!!!”. Arrivo al 93° km… mi chiama mio marito per sapere se pioveva… no, gli dico, tranquillo, non mi manca tanto. Alterno corsa e camminata… gli ultimi 7/8 km sono tutti in un falsopiano in leggera salita, ma quando ne hai oltre 90 sulle gambe… sembrano montagne!!! Arrivo al 99°… foto di rito al cartello, ritrovo tutte le ultime energie e via di corsa verso quel traguardo tanto sognato. A poco più di un centinaio di metri dall’arrivo vedo Angela e Matteo che mi stavano incitando, batto 5, mi trasmette una carica pazzesca e poi… vedo il traguardo che è lì a pochi metri da me e lì all’arrivo, l’abbraccio più bello degli amici che stavano lì ad aspettarci.

Cosa ricorderò di questa 100? Tanto… tutto… le emozioni. Anche le bici e le macchine, anche se alla fine… se ce n’erano di meno era meglio, ma comunque mi hanno fatto una gran compagnia.

Avevo un sogno, ma non volevo lasciarlo lì, chiuso in un cassetto a fare la muffa. Ho alzato le chiappette e me lo sono andato a prendere.

Solo in questi ultimi giorni comincio a dare un senso a quello che ho realizzato nell’ultimo anno e, nonostante un mese di stop tra novembre e dicembre per un infortunio, mi rendo conto di aver fatto talmente tante volte avanti e indietro in quella ciclabile, con il sole, con la pioggia, con il vento e con la nebbia che… credo mi vorranno i soldi per rifare la pavimentazione in cui ho lasciato i solchi. Ci sono stati giorni che nemmeno il mio amico airone ho incontrato e nemmeno le pantegane che stanno lungo fiume. Solo io e quel sogno in testa che mi faceva andare avanti. Ho fatto lunghi, ripetute, ho inanellato una serie di maratone e ultra una dietro l’altra che mai mi sarei immaginata di fare. A volte è andata male e so solo io le incazzature, le lacrime e i bocconi amari ingoiati, a volte è andata bene, ma non per questo ho smesso di lavorare sodo. Ci sono state settimane che ho chiuso abbondantemente oltre i 100 km allenandomi ogni giorno, quando non facevo il bis con il potenziamento, settimane in cui dentro ho messo una serie di lunghi che fino a qualche anno fa nemmeno avrei pensato. Fare in allenamento 20/30 km e il giorno dopo di nuovo in strada per un altro allenamento… mi chiameranno pazza, ma quando qualcosa la vuoi… te la vai a prendere e tutto ciò che fai, i sacrifici, la fatica, il sudore… alla fine nemmeno ti sembrano così grandi. Arrivare a Faenza mi è sembrato così naturale, ma… cavolo sono  km… non bruscolini!!! Eppure, mi rendo conto che nonostante la stanchezza, avrei potuto anche continuare, magari camminando, ma ancora ne avevo!!!

Sono partita da Firenze avendo due idee in testa:

– o ci prendo una gran batosta e smetto di correre,

– o va talmente bene che penso già al prossimo anno!!!

Voi che dite? A sto giro… buona la seconda!!!

La mia amica Lorena, abbracciandomi all’arrivo, mi sussurra in un orecchio: “Ti ricordi quando ci siamo conosciute in Val di Fassa? Camminavi e basta… guardati ora dove sei arrivata, più niente ora ti potrà fermare!!!”

Dai ricordi dello scorso anno… Facebook mi ricorda questo e riconfermo tutto quello che avevo sognato lo scorso anno!!!

Riprendo le mie parole dal libro “Manuale del guerriero della luce” di Paolo Coelho che ho scritto l’altro giorno:

“A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. ‘C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare’, pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.”

In questa lunga notte tanti amici hanno intrapreso questo lungo viaggio, ma sono soprattutto due, quelli Speciali, quelli che sono due miei pezzi di cuore che ho seguito, incoraggiato, quelli con cui ho sofferto e gioito… perché sono loro che mi hanno insegnato a crederci sempre, ad avere sì paura, ma renderla coraggio, affrontarla e trasformarla in SOGNO!!! (Cit.)

GRAZIE!!! VI VOGLIO BENE!!!

Cinzia Donnola

08/06/2019

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