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L’ atleta vegetariano

Di Giorgia Sabatini

In questi ultimi anni molti runners, sia per questioni etiche o di salute, decidono di abbandonare l’alimentazione onnivora, rinunciando quindi alla carne o, nei casi più estremi, agli alimenti di derivazione animale. 

Abbracciando questo tipo di alimentazione , si potrebbe incorrere però, in carenze nutrizionali importanti, in alcuni casi fondamentali per il Runner, come le proteine di origine animale ed il ferro, la cui mancanza può provocare anemia. 

La carenza di ferro è molto più comune nelle donne , in quanto mensilmente sono soggette al ciclo mestruale, con conseguente perdita di questo elemento.

I runners che non consumano carni, mostrano inoltre, una minore percentuale di creatina muscolare, la quale può causare un calo delle performance atletica. La creatina è una sostanza importante per l’organismo, in quanto aiuta a fornire energia velocemente; la troviamo infatti nei muscoli sotto forma di creatin- fosfato.

Il suo compito è quello di abbassare la percezione della fatica muscolare, poiché contribuisce alla formazione di ATP, la nostra principale moneta energetica.

Cos’è la creatina?

La creatina è un insieme di tre aminoacidi: metionina, arginina, glicina. Viene prodotta naturalmente dal nostro organismo, attraverso la digestione di elementi presenti nella carne rossa o pesce. Nel caso in cui non viene assunta carne, la creatina può essere introdotta con gli integratori, rispettando le dosi consigliate da un nutrizionista sportivo.

Premesso questo, l’alimentazione vegetariana, anzi, ovo- l’atto vegetariana è considerata, per lo meno nella prima fase, un ausilio per il runner, in quanto la presenza massiccia di vegetali porta ad un abbassamento dei valori di colesterolo, favorisce la circolazione sanguigna, per cui si incorre con meno frequenza nelle malattie cardiovascolari.

Consigli nutrizionali:

I podisti ovo-latto vegetariani assumono comunque  alimenti di derivazione animale come formaggi, latte, uova e di origine vegetale, come i legumi, meglio se combinati con carboidrati, come cereali integrali, riso e pasta.

La presenza di questi elementi sulla tavola consente di introdurre comunque proteine di origine vegetale, anche se meno biodisponibili rispetto a quelle di origine animale; inoltre i legumi sono particolarmente ricchi in ferro e questo consente di compensare eventuali carenze.

Attenzione però alle quantità, in quanto le proteine e i minerali di origine vegetale sono meno biodisponibili, come detto in precedenza, per cui per non avere carenze, se ne assume una maggiore quantità, con un aumento calorico giornaliero.

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