Home Gli infortuni più comuni BANDELLETTA ILEOTIBIALE: UN DOLORE SEMPRE PIU’ COMUNE TRA I RUNNERS

BANDELLETTA ILEOTIBIALE: UN DOLORE SEMPRE PIU’ COMUNE TRA I RUNNERS

Di Chiara Fierimonte
SINDROME-BANDELLETTA-ILEOTIBIALE

Anatomia della “Bandelletta Ileotibiale”

Il sindrome della Bandelletta ileotibiale è un dolore molto comune tra i runner, dolore che li tiene distanti dalle corse per molto tempo. Si tratta in pratica di un dolore che sorge nella zona laterale del ginocchio, proprio sul condilo laterale del femore dove si inserisce questa struttura fibrosa che parte dall’anca, dal muscolo che si chiama “tensore della fascia lata”, che è connesso anche con il gluteo. Questa banda fibrosa poi scende giù lateralmente lungo tutta la fascia laterale della coscia fino ad inserirsi sul ginocchio.

Questo dolore non è continuo ma avviene soprattutto quando si flette il ginocchio, quando questo si sta per estendere. Durante questo movimento, questa “struttura” non fa altro che passare davanti e dietro nel punto in cui si inserisce.

Questo continuo sfregamento associato ad una compressione può ad un’infiammazione di questa banda e portare appunto questo dolore ogni volta che si fanno questi movimenti.

Le cause principali del dolore alla Bandelletta Ileotibiale

Questo dolore sorge soprattutto nei corridori quando si corre in discesa oppure quando si aumenta il carico in modo eccessivo. Quando per esempio un runner non e’ abituato a dei carichi eccessivi e li fa per la prima volta può portare a un sovraccarico in questa zona. Ci si accorge di questo problema quando si avverte una sensazione di dolore nei pressi del ginocchio esterno, questo magari accompagnato da una sensazione generale di irrigidimento.

Altri fattori di rischio

Oltre ai problemi di flessione ed estensione del ginocchio, ci sono altri fattori preponderanti che possono determinare un dolore alla Bandelletta ileotibiale.

Sono sicuramente una debolezza della muscolatura, in particolare una debolezza dei muscoli glutei.

Questo perché avviene?

Perché quando magari si corre in discesa e c’è una debolezza di questa muscolatura e si corre soprattutto in discesa, il piede quando impatta il terreno deve “attutire”, e questo viene controllato soprattutto dalla muscolatura glutea, se non c’è questo movimento di controllo, il piede ogni qualvolta appoggia il terreno tende a fare una sorta di rotazione interna della coscia e un’adduzione del ginocchio e ogni volta che fa questo movimento crea una compressione e uno sfregamento nella zona laterale proprio dove si inserisce il tensore della fascia lata.

Questo continuo sfregamento provoca un’infiammazione.

Oltre a questa debolezza, altro fattore è una diminuzione del controllo motorio del ginocchio. Altro fattore che può influire è dato da una corsa con un’andatura con piedi troppo stretti. Per ovviare a questo tipo di problema il consiglio che di solito viene dato è quello di provare a correre tenendo i piedi un po’ più larghi, correre magari pensando di avere una linea tra i piedi e non superarla. Un altro consiglio è quello di aumentare la cadenza, avere un appoggio un po’ piu’ di avanpiede, poi bisogna andare a lavorare sui glutei, sul controllo motorio, bisogna andare a lavorare sul quadricipede.

Cosa non deve essere fatto? Runners non ci crederete mai!

Una cosa che si tende a fare ma è quasi completamente inutile, anzi, a volte può peggiorare la situazione, è lo stretching. Questo perché? E’ stato dimostrato che è impossibile andare ad allungare questa fascia dura e fibrosa, anzi, il più delle volte si va a creare maggiore compressione.

La diagnosi

La patologia si presenta solitamente con un dolore generalmente continuo sulla parte esterna del ginocchio, tale dolore si accentua quando la flessione supera i 30°, al dolore spesso è associata una sensazione di rigidità.

La diagnosi è in genere di tipo clinico e può essere associata ad una strumentazione radiografica e sempre l’anamnesi della storia del paziente.

La terapia

Il trattamento per curare la sindrome della bandelletta ileotibiale è volto inizialmente alla riduzione dello stato di infiammazione e di dolore.

In fase iniziale sarà necessario ridurre i ritmi di allenamento ed avvalersi di applicazioni di ghiaccio sulla zona. Quindi, per un certo periodo evitare salite e discese e ridurre i carichi di lavoro; nelle fasi acute si può utilizzare il ghiaccio per circa 20 minuti al giorno.

Il dolore alla Bandelletta ileotibiale è un dolore pungente, quindi durante la giornata bisogna evitare tutti quei movimenti che possono farlo aumentare come per esempio fare le scale ecc.

Non è pensabile risolvere il problema in poco tempo ma occorre avere pazienza e fare il trattamento in modo continuativo. Di solito ci vogliono dai 3 ai 6 mesi. Questo non significa assolutamente che per 6 mesi non si puo’ correre ma si inizia magari piano camminando e poi iniziare a correre in modo graduale, cercando di gestire il dolore, riuscendo attraverso gli esercizi a far diminuire il dolore e mano a mano correre sempre di più e a maggiore intensità.

Il ritorno ai propri piani di allenamento sarà graduale e dovrà essere affiancata da tipologie di esercizio funzionale studiate insieme al proprio fisioterapista.

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