PUOI CORRERE SE SEI SOVRAPPESO?
Bisogna innanzitutto fare una distinzione, “sovrappeso” e “obeso” non sono sinonimi.
Un calcolo molto semplice per capire se il fisico è in sovrappeso è quello di utilizzare l’indice di massa corporea, IMC: questo valore viene ottenuto dividendo il peso per il quadrato dell’altezza di una persona
A seconda dei risultati si ottiene:
1. Sottopeso: IMC<18,5
2. in (peso) forma: IMC=18,5-24,9
3. Sovrappeso: IMC=25-29,9
4. Obeso: IMC≥30
Come possiamo notare però questo tipo di calcolo è un rapporto tra peso e altezza e non tiene conto del sesso, età, composizione muscolare. Per assurdo un bodybuilder potrebbe avere un indice di massa corporea >30 e quindi essere considerato obeso, quando in realtà la sua massa è essenzialmente muscolare.
Essere sovrappeso oppure in uno stato di obesità può comportare differenti complicazioni dal punto di vista medico: problemi cardiocircolatori, diabete, ipertensione ed alcune forme di cancro.
Questo perché il cuore di una persona obesa deve fare più fatica per irrorare di sangue tutti i tessuti ed in più quelli prevalentemente costituiti da grassi. Il cuore quindi viene sottoposto ad uno sforzo aggiuntivo che comunque deve ossigenare i muscoli, i quali con maggior sofferenza muovono una massa corporea superiore al normale.
A questo proposito è importante muoversi, perché il movimento comporta numerosi benefici, in quanto fa dimagrire, modifica il metabolismo, accelerandolo.
Resta quindi un’ultima domanda: quale attività fisica è più adatta per una persona in sovrappeso o obesa?
Normalmente ci si approccia alla corsa, in quanto rappresenta un’attività molto faticosa e soprattutto molto dispendiosa a livello energetico; ovviamente bisogna procedere per gradi e l’approccio deve avvenire in maniera graduale.
Il primo consiglio per chi vuole affrontare la corsa in una situazione di sovrappeso è quello di consultare specialisti, in questo caso il medico di famiglia e il nutrizionista; entrambi decideranno se dare il consenso e soprattutto mireranno al benessere del paziente.
La figura del nutrizionista in questo caso acquisisce un ruolo molto importante, perché tale attività fisica deve essere supportata da un regime alimentare adeguato e studiato per non far mancare mai il carburante necessario al paziente.
Secondo consiglio non meno importante del primo, è effettuare un graduale passaggio da una vita sedentaria alla corsa. I risultati arriveranno, ma ci vorrà del tempo.
Per prima cosa, sembrerà strano da dirsi ma per un primo periodo non correre! Piuttosto è meglio aumentare gradualmente il passo usuale, effettuando camminate a ritmo sostenuto.
È importante non sforzare eccessivamente il corpo, ma abituarlo gradualmente all’esercizio; questo perché un allenamento troppo pesante può provocare infortuni o addirittura di demoralizzare la persona, in quanto non arrivano immediatamente i risultati sperati.
In fase di allenamento bisogna ossigenarsi bene, respirando con la bocca e cercando di espandere il più possibile i polmoni, in questo modo i tessuti vengono ossigenati per bene e il sangue riceve più ossigeno, quindi i muscoli funzioneranno meglio.
Lentamente si procederà ad una corsa molto lenta e piano piano si arriverà ad obiettivi sempre più elevati; contemporaneamente,se l’allenamento è effettuato bene e se si segue una sana e corretta alimentazione anche il peso comincerà lentamente a scendere fino a ritornare nei parametri standard.

